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  • Mulino_Culcasi_TP Foto di Cusenza G.
    Mulino_Culcasi_TP Foto di Cusenza G.
  • MulinoGermolli LU, foto di E_Albiani_
    MulinoGermolli LU, foto di E_Albiani_
  • Mulino Germolli, Foto di E. Albiani
    Mulino Germolli, Foto di E. Albiani
  • Mulino Cima Sappada  Foto  di S. Zanetti
    Mulino Cima Sappada Foto di S. Zanetti
  • Vecchio Mulino PV1, Foto di Roncato L.
    Vecchio Mulino PV1, Foto di Roncato L.
  • Barcarolo_Enrico_Mulinetto_della_Croda_TV
    Mulinetto_della_Croda_TV Foto di Barcarolo_E.
  • Mulino natante di Revere
    Mulino natante di Revere
  • Mulino Scarbolo
    Mulino Scarbolo
lista mulini
Nome mulinoLa Mola di Formello
RegioneLazio
ProvinciaRoma
Comune:Formello
Indirizzovia del Sorbo
TipologiaAcqua
AttivitaFarina di cereali
ProprietaPubblico
Info proprietàLa Valle Del Cremera e la Zona del Sorbo sono inserite nella ReteNatura2000 del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, rete ecologica di livello europeo. La proprietà è Comunale e vi è un progetto di restauro e di riqualificazione della mola con la collaborazione della Banca di Credito Cooperativo di Formello e Trevignano Romano. - http://parcodiveio.it/ente-parco/che-cose-il-parco/
StatoIn disuso
VisitabileNo
OspitalitaNo
Bibliografia E. Chiavoni- M. Docci (a cura di), Mole da Olio e mole da grano tra paesaggio agrario e archeologia industriale. Il sistema dei frantoi e dei mulini ad acqua nell'Alto Lazio: conoscenza e valorizzazione: 85-87. - Gino Polidori, Quel mulino sul Crèmera. Mugnai, briganti, carmelitani e maceratori lungo le rive, Miligraf Edizioni, 2016 - Catalogo della Mostra Il Sorbo e La Valle del Crèmera (a cura del Comune di Formello e del Museo dell’Agro Veientano) - A. Finocchi, Il nuovo volto delle campagne. Credito cooperativo e riforma fondiaria nel Lazio, Formello, Museo della civiltà contadina Casolare 311, 2012 - Cinzia Calzolari, Il Mulino ad Acqua di Formello, tesina elaborata per la Scuola di Specializzazione in Beni Demo-Etnoantropologici, Università Sapienza, Roma, 2017.
Note storicheCostruito tra la fine del XIII e l'inizio del XIV sec. dalla famiglia Orsini, l'edificio fu in uso fino agli anni '40 del Novecento dagli abitanti di Formello e di Cesano. Si trova all'interno del Parco di Veio caratterizzato da un bosco misto di querce sulla sponda sinistra del torrente Valchetta (Crèmera) che, a monte della mola, scorre in un vallata di prati a pascolo. Vicino alla mola il torrente precipita in una cascata usata per prelevare l'acqua per canalizzarla. Alla mola si arriva attravreso un piccolo ponte di pietra situato a valle della cascata. L'edificio è posto su uno sperone roccioso elevato dal greto del fiume ed è composto da due corpi di fabbrica. Nel Catasto Alessandrino la mola è affiancata da un torre di cui attualmente non si comprende l'ubicazione. Il corpo verso il fiume mostra due livelli fuori terra costruito con blocchi di pietra irregolari, anche l'altra parte della costruzione doveva essere di due livelli di cui quello inferiore destinato alla molitura; parzialmente scavato nella roccia era coperto da una volta a botte. All'interno si conserva tuttora una macina di pietra. Al di sotto del piano di molitura si trovava il "carcerario" ad oggi non raggiungibile il cui ingresso ad arco si trova alla quota del torrente. Silvio, l'ultimo mugnaio riportò in funzione il mulino nel 1930 proveniva da una famiglia che si era tramandata il mestiere del mugnaio da diverse generazioni. Dovette ricostruirlo interamente in quanto il primo mugnaio lo abbandonò a causa del primo conflitto mondiale. I mulini ad acqua funzionavano con assi verticali rotanti azionati da pale ad elica che impattavano la corrente dell’acqua incanalata in percorsi di pietra, o con grandi ruote idrauliche immerse direttamente nella corrente del fiume; la parte inferiore dei pali rotanti, muniti di pale a cucchiaio, era fissata mediante un perno in ferro su una robusta trave ancorata sul fondo della grotta dove veniva incanalata l’acqua della cascata. La parte contrapposta arrivava al piano di sopra, e dopo aver attraversato la pietra circolare fissa, veniva innestata a quella superiore per mezzo di una nottula. La macina era composta infatti da due grandi ruote di pietra, perfettamente combacianti tra loro. Quella inferiore, poggiava su di un basamento, era fissata e aveva una forma convessa, mentre quella superiore, di forma concava, veniva fatta girare dall’albero di trasmissione. Entrambe erano incise da solchi elicoidali che permettevano la fuoriuscita del grano macinato. I cereali venivano fatti calare dalla tramoggia in un foro praticato sulla macina superiore, e da qui tra le due pietre per essere poi ritritato. Lo sfarinato prodotto veniva spinto dalla forza centrifuga verso l’esterno e quindi era raccolto. Il palo di trasmissione poteva essere regolato per dare maggiore o minore spazio tra le due macine al fine di scegliere la grana del prodotto finito. Il mulino era un luogo di ritrovo, dove le persone passavano il tempo a pescare, lavorare, raccogliendo piante spontanee o seminando, di giorno, e la notte, nelle calde estati, ci si intratteneva con i racconti dei briganti, gli eroi del popolo, sul ritmo dell’ottava rima. Per secoli la “Mola” è stata anche un luogo di incontro e ha tessuto un intreccio di storie, tra agricoltori, briganti, frati carmelitani e maceratori di canapa. Dal borgo ci si recava nelle vallate attorno al mulino pure per raccogliere i frutti spontanei nelle radure e nel bosco, dai funghi alle nespole, o per cacciare lepri, fagiani e ranocchie. Sulle rive del Crèmera venivano inoltre raccolte alcune erbe palustri, le cui foglie essiccate servivano per impagliare sedie o tamponare le botti tra una doga e l’altra. Proprio tra il santuario e le valli, ogni primavera gli allevatori formellesi e campagnanesi si sfidavano nella gara del solco dritto, un’antica tradizione che ritualizzava la secolare rivalità delle due comunità. Ma i boschi e i canneti attorno al mulino erano rifugi ideali anche per le bande di malfattori che attendevano i pellegrini sui tratti della via Francigena per rapinarli delle povere cose necessarie a un così lungo viaggio verso Roma.

Verbale Assemblea 8 maggio 2022

Assemblea soci 2022

Leggi il

verbale

d'Assemblea.

Verbale Assemblea 8 maggio 2022

Assemblea soci 2022

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Poesie al mulino delle Fate

Domenica 26 giugno

alle ore 18 al

Mulino delle Fate

di Lamezia Terme

Festival di poesie

Puesii allu fhriscu i nà Saitta"

All’ombra dell’Antico Mulino delle Fate di Lamezia Terme, in via Serra 12, Domenica 26 giugno a partire dalle ore 18.00 si terrà l’incontro (il cui invito con ingresso gratuito è esteso a tutti senza obbligo di prenotazione) "Puesii allu fhriscu i nà Saitta", nel quale verranno celebrate alcune fra le più importanti voci della poesia calabrese, nell’ambito degli eventi del Festival delle Erranze e della Filoxenia.

In una valle ricca di storia e mistero ai piedi del monte Reventino, si leggeranno le poesie di Felice Mastroianni, il poeta delle belle fate del monte Reventino, le ninfe che rendono magici i luoghi; della struggente nostalgia del suo mondo delle origini, ormai lontano; della ricerca urgente delle sue radici, mediante un'altra lingua, il neogreco che riecheggia i toni degli antichi miti mediterranei. E ancora le poesie di Michele Pane, poeta ribelle del Reventino, nutrito di cultura e ideali patriottici, la cui vita si snoda fra l’Italia e gli USA e la cui produzione poetica è centrata sulla nostalgia verso la terra natale, la critica verso gli equilibri sociali e l’amore profondo verso le persone della sua vita. Si continuerà con la lettura dei versi di Salvatore Borelli, istrionico poeta-musicista sambiasino, con la sua poesia dialettale ha narrato con incisività ed estremo realismo storie di vita quotidiana della comunità locale, tutta l'umiltà e la genuinità della sua terra, celebrando in versi l'importanza delle radici.

Leggeremo poi le poesie di Franco Costabile, il poeta sambiasino dal "cuore troppo cantastorie" che ha saputo raccontare con viscerale sincerità le verità della sua Calabria, col suo fascino e le sue contraddizioni, eternando tramite i suoi versi intrisi di aspra e disperata nostalgia quella che è la storia di una terra bella e desolata, "tragica per sempre". Sara poi la volta dei versi di Dario Galli, poeta e scrittore, uomo colto dal grande ingegno e forte sensibilità artistica e letteraria, coniugata con il grande amore per la famiglia (marito esemplare e padre affettuoso), fiero rappresentante della sua Nicastro, che ha difeso le sue idee con caparbietà ed orgoglio dimostrando carattere forte e deciso, portando la sua terra in più parti del mondo attraverso le sue opere, attraverso i tanti premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali. E poi di Franco Berardelli, che, dotato di una immensa intelligenza e creatività, ha saputo offrire, sia pure in tenera età, un validissimo modello di compostezza, coraggio e speranza a tutti quei giovani che nelle epidemie e pandemie, di attuale memoria, temono di essere traditi anche dalla morte che osò chiamare leopardianamente “L’altra cosa bella”, e che rimane l’esempio più cosciente e lucido di una vittima della peste del secolo scorso, la tubercolosi polmonare. E per finire il poeta-ingegnere Vittorio Butera, che ha espresso nella poesia la sua genialità, il sentimento umano profondo e l’impegno sociale, ha utilizzato il dialetto nella lirica e nelle tipicità antropologiche locali delle favole esopiche; ha composto in italiano la satira politica, le epistole in versi, la cronologia dei papi in sestine, i componimenti conviviali, l’enigmistica.

Il monte Reventino come tutti sanno gode di due sorprendenti privilegi: è abitato dalle fate ed è allietato dalla voce dei poeti. Ed è proprio in questo luogo del cuore nel cuore della Calabria, che tutti insieme spontaneamente e con sincera generosità, abbiamo deciso di “Macinare Cultura”, in un momento di condivisione immersi a stretto contatto con la natura, siamo pronti a ricevere emozioni nella ricerca della nostra storia, riprenderemo il dialogo tra noi e il nostro passato, in nostri luoghi del cuore, alla ricerca di emozioni vere e sincere, leggeremo le opere dei nostri Poeti del Reventino, sicuri che oltre alle fate nascoste nel bosco, sentiremo accanto a noi la presenza di questi nostri padri illustri.

Si ringraziano tutte le associazioni nazionali ed internazionali  quali AIAMS - Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici, Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte, Espronceda  - Istituto di Arte e Cultura Barcellona, Hearts for the Earth, Kids-Guernica – progetto internazionale per la pace, le Proloco di Martirano Lombardo, di Decollatura e di Platania, le reti associazioni quali il Festival delle Erranze e della Filoxenia e tutte le associazioni locali quali: Amici dell’Antico Mulino delle Fate, Associazione Culturale Felice Mastroianni, Associazione Letteraria Storica Michele Pane Adami, Cammino di Giochino da Fiore, CantinArtaud, Centro Studi Vittorio Butera, Conflenti Trekking, Confluentes, Discovering Reventino, Dorian, Felici & Conflenti, GLICINE, I Briganti del Mancuso, OPEN SPACE, Passaggiari Avanti, la giornalista Maria Chiara Caruso e l’attore Giancarlo Davoli, e la disponibilità dell’emittente televisiva GLOBO TV, tutti insieme hanno donato il loro nobile e disinteressato contributo per l’organizzazione dell’evento, che rappresenta il primo Festival di Poesie all’Antico Mulino delle Fate, luogo del Cuore nel Cuore della Calabria.

Viniti, trasiti. Vi staviamu aspittandu cu lu judizzu di nu patri e lu cori i na mamma! Nua simu cà vicinu stu jummariallu e v’ aspittamu!

Poesie al mulino delle Fate

Domenica 26 giugno

alle ore 18 al

Mulino delle Fate

di Lamezia Terme

Festival di poesie

Puesii allu fhriscu i nà Saitta"

All’ombra dell’Antico Mulino delle Fate di Lamezia Terme, in via Serra 12, Domenica 26 giugno a partire dalle ore 18.00 si terrà l’incontro (il cui invito con ingresso gratuito è esteso a tutti senza obbligo di prenotazione) "Puesii allu fhriscu i nà Saitta", nel quale verranno celebrate alcune fra le più importanti voci della poesia calabrese, nell’ambito degli eventi del Festival delle Erranze e della Filoxenia.

In una valle ricca di storia e mistero ai piedi del monte Reventino, si leggeranno le poesie di Felice Mastroianni, il poeta delle belle fate del monte Reventino, le ninfe che rendono magici i luoghi; della struggente nostalgia del suo mondo delle origini, ormai lontano; della ricerca urgente delle sue radici, mediante un'altra lingua, il neogreco che riecheggia i toni degli antichi miti mediterranei. E ancora le poesie di Michele Pane, poeta ribelle del Reventino, nutrito di cultura e ideali patriottici, la cui vita si snoda fra l’Italia e gli USA e la cui produzione poetica è centrata sulla nostalgia verso la terra natale, la critica verso gli equilibri sociali e l’amore profondo verso le persone della sua vita. Si continuerà con la lettura dei versi di Salvatore Borelli, istrionico poeta-musicista sambiasino, con la sua poesia dialettale ha narrato con incisività ed estremo realismo storie di vita quotidiana della comunità locale, tutta l'umiltà e la genuinità della sua terra, celebrando in versi l'importanza delle radici.

Leggeremo poi le poesie di Franco Costabile, il poeta sambiasino dal "cuore troppo cantastorie" che ha saputo raccontare con viscerale sincerità le verità della sua Calabria, col suo fascino e le sue contraddizioni, eternando tramite i suoi versi intrisi di aspra e disperata nostalgia quella che è la storia di una terra bella e desolata, "tragica per sempre". Sara poi la volta dei versi di Dario Galli, poeta e scrittore, uomo colto dal grande ingegno e forte sensibilità artistica e letteraria, coniugata con il grande amore per la famiglia (marito esemplare e padre affettuoso), fiero rappresentante della sua Nicastro, che ha difeso le sue idee con caparbietà ed orgoglio dimostrando carattere forte e deciso, portando la sua terra in più parti del mondo attraverso le sue opere, attraverso i tanti premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali. E poi di Franco Berardelli, che, dotato di una immensa intelligenza e creatività, ha saputo offrire, sia pure in tenera età, un validissimo modello di compostezza, coraggio e speranza a tutti quei giovani che nelle epidemie e pandemie, di attuale memoria, temono di essere traditi anche dalla morte che osò chiamare leopardianamente “L’altra cosa bella”, e che rimane l’esempio più cosciente e lucido di una vittima della peste del secolo scorso, la tubercolosi polmonare. E per finire il poeta-ingegnere Vittorio Butera, che ha espresso nella poesia la sua genialità, il sentimento umano profondo e l’impegno sociale, ha utilizzato il dialetto nella lirica e nelle tipicità antropologiche locali delle favole esopiche; ha composto in italiano la satira politica, le epistole in versi, la cronologia dei papi in sestine, i componimenti conviviali, l’enigmistica.

Il monte Reventino come tutti sanno gode di due sorprendenti privilegi: è abitato dalle fate ed è allietato dalla voce dei poeti. Ed è proprio in questo luogo del cuore nel cuore della Calabria, che tutti insieme spontaneamente e con sincera generosità, abbiamo deciso di “Macinare Cultura”, in un momento di condivisione immersi a stretto contatto con la natura, siamo pronti a ricevere emozioni nella ricerca della nostra storia, riprenderemo il dialogo tra noi e il nostro passato, in nostri luoghi del cuore, alla ricerca di emozioni vere e sincere, leggeremo le opere dei nostri Poeti del Reventino, sicuri che oltre alle fate nascoste nel bosco, sentiremo accanto a noi la presenza di questi nostri padri illustri.

Si ringraziano tutte le associazioni nazionali ed internazionali  quali AIAMS - Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici, Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte, Espronceda  - Istituto di Arte e Cultura Barcellona, Hearts for the Earth, Kids-Guernica – progetto internazionale per la pace, le Proloco di Martirano Lombardo, di Decollatura e di Platania, le reti associazioni quali il Festival delle Erranze e della Filoxenia e tutte le associazioni locali quali: Amici dell’Antico Mulino delle Fate, Associazione Culturale Felice Mastroianni, Associazione Letteraria Storica Michele Pane Adami, Cammino di Giochino da Fiore, CantinArtaud, Centro Studi Vittorio Butera, Conflenti Trekking, Confluentes, Discovering Reventino, Dorian, Felici & Conflenti, GLICINE, I Briganti del Mancuso, OPEN SPACE, Passaggiari Avanti, la giornalista Maria Chiara Caruso e l’attore Giancarlo Davoli, e la disponibilità dell’emittente televisiva GLOBO TV, tutti insieme hanno donato il loro nobile e disinteressato contributo per l’organizzazione dell’evento, che rappresenta il primo Festival di Poesie all’Antico Mulino delle Fate, luogo del Cuore nel Cuore della Calabria.

Viniti, trasiti. Vi staviamu aspittandu cu lu judizzu di nu patri e lu cori i na mamma! Nua simu cà vicinu stu jummariallu e v’ aspittamu!




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