Mulino dei Corsi
, Umbria (PG)
TIPOLOGIA
Altro
ATTIVITÀ
Farina di cereali
VISITABILE
Si
OSPITALITÀ
No
PROPRIETÀ
Privato
NOTE STORICHE
La prima notizia di questo opificio ci giunge grazie al catasto del 1598, dove risulta che:
"Roso de Bartolomeo da Fonteroccoli è proprietario di un pezzo di terra lavorativo, cerquato rupinato con casa e palazzo e mulino in esso".
Alimentato dalle acque del fosso di Calamuccia e da quelle del torrente Carpina, il Molino compare nel Catasto Gregoriano, Mappa di Fonteroccoli, rett. X con il nome di Molino Cozzi. Allora era descritto nella tabella censoria come molino per cereali ad un solo palmeto e due canali di raccolta. La deviazione dell’acqua era caratterizzata da uno sbarramento in massi. Oggi è chiamato e censito come Molino Corsi, e tale toponimo si è sovrapposto all’originale tanto da cancellarlo. Possiamo avere notizie certe di detto molino a partire dal 1924, anno in cui viene rilasciata la licenza molitoria al Sig. Cesari Francesco a seguito dell’acquisto da parte della famiglia Cesari.
[…] nel giugno del 1929 vennero fatti accertamenti tecnici sugli impianti molitori, in base al quale risultava che il sig. Cesari Francesco era gestore di due impianti molitori distinti e posti in fabbricati diversi: un primo mulino con coppia di macine del diametro di 125 cm, un secondo molino con una coppia di macine della stessa grandezza. Siccome per ottenere il rinnovo delle licenze dovevano essere fatte due domande distinte, e il proprietario ne rinnovò soltanto una, venne intimata la chiusura del secondo impianto.
[…] In una lettera inviata nel maggio del 1932 dal Sig. Cesari Francesco alla prefettura di Perugia, si legge che il molino era composto di due palmenti, l’uno posto davanti all’altro visto che il secondo era azionato dalla stessa acqua prima che la stessa fosse restituito al torrente, qui detto Carpina, distante circa 8 metri dall’impianto molitorio. Le mura del primo mulino e quelle del secondo erano praticamente attaccate in modo che si poteva parlare di un solo opificio a due palmenti. La presa d’acqua non aveva subito alcuna variazione.
[…] Il molino, azionato da forza idraulica, era adibito alla macinazione di grano e grano turco ed era dotato, come detto prima, di due macine con un diametro di 125cm, la prima delle quali poteva macinare 10q di granaglie, la seconda 8q.
In un secondo momento il molino divenne proprietà della sig.ra Caidominici Carola, ma la gestione rimase in mano al marito Cesari Domenico che chiese il rinnovo della licenza anche nel 1943.
Nel 1946 la domanda di rinnovo venne inoltrata dalla Sig.ra Caidominci.
L’ultimo mugnaio ad averlo posseduto è stata quindi Caidominici Carola prima di passare al demanio regionale negli anni Settanta, che ne consenti la demolizione.
Grazie al PNRR l’opificio rinasce come bene privato, ma al servizio della sua comunità d'origine, nella viva consapevolezza d'aver impiegato risorse economiche che appartengono alla collettività.
FOTOGRAFIE
STATO
Ristrutturato per altri scopi
INDIRIZZO
06026, PG - Umbria
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