MULINO LE LATTE
Scurano, Emilia-Romagna (PR)
TIPOLOGIA
Acqua
ATTIVITÀ
Farina di cereali
VISITABILE
Si
OSPITALITÀ
No
PROPRIETÀ
Privato
NOTE STORICHE
Il Mulino Le Latte rappresenta una preziosa testimonianza di archeologia industriale ante litteram e l'unico esempio giunto fino a noi di mulino ad acqua dotato di tre ruote verticali. Su un concio di pietra è incisa la data “1808”, tuttavia è probabile che la fondazione originaria sia ben più antica: nell’Estimo del sale del Contado di parma del 1415, redatto durante la dominazione di Niccolò III d’Este, a Scurano è censito un mulino condotto da un certo Guglielmus Damedo. È possibile che si tratti del Mulino Le Latte.
La denominazione “Le Latte" deriva dal termine dialettale "làti" usato per indicare le risorgive, un tempo presenti in gran quantità nella zona a causa della abbondanza di acqua e della natura argillosa del terreno.
Costruito interamente in sasso su un sedime roccioso, l'edificio sfrutta sapientemente il forte dislivello del terreno per alimentare la caduta dell'acqua sulle tre ruote esterne in ferro, dette "vitruviane". Per intere generazioni, questa struttura ha garantito un servizio pubblico essenziale per la collettività trasformando i cereali in farina. Fino al 1955, anno di costruzione dell'acquedotto comunale di Bazzano, l'abbondanza della sorgente locale era tale da consentire una attività di macinazione ininterrotta, giorno e notte.
All'interno dell'edificio, l'intero sistema produttivo era organizzato su tre livelli e specializzato con estrema cura. La prima macina, situata nel volume più alto, era dedicata alla lavorazione del frumento, in particolare della rinomata varietà "mentana", considerata ideale per la produzione di pane e pasta. Scendendo al livello intermedio, la seconda macina trasformava il mais, cereale che costituiva la base dell'alimentazione dell'epoca. Infine, nel livello più basso, trovava posto la terza macina, caratterizzata da una tramoggia di dimensioni quasi monumentali. Essa era la più utilizzata e serviva per la produzione dei mangimi per il bestiame, un aspetto cruciale il sostentamento e il benessere dell'intera comunità agricola.
La vita attorno al mulino era animata e scandita dai ritmi della natura. I mugnai non erano semplici artigiani, ma figure di spicco e depositari di complessi saperi legati all'idraulica, alla meccanica e all'agricoltura. Durante l'estate, i contadini vi giungevano con carri trainati da muli o buoi per macinare grandi scorte di grano in vista dell'inverno. Nell'attesa, controllavano il lavoro del mugnaio e spesso cuocevano il pane con la farina appena prodotta nell’adiacente forno comune, risalente al 1913 e ora crollato. L'abitazione stessa del mugnaio fungeva da fulcro sociale: la stanza principale, dotata di camino e lavatoio in pietra, divenne negli anni successivi all'abbandono un vivace punto di ritrovo e aggregazione per le feste di paese.
Oggi questo inestimabile patrimonio materiale è stato salvato dall'abbandono grazie a un attento restauro scientifico, finanziato da fondi PNRR - Architettura rurale e da fondi del proprietario, che ha portato alla nascita del "Museo dei Mulini della Valle dell'Enza". Il progetto si è concentrato sugli interventi urgenti finalizzati al consolidamento strutturale e a realizzare una dotazione impiantistica necessaria alla fruizione museale dell’edificio. Questo cantiere rappresenta però solo il punto di partenza verso obiettivi ben più ambiziosi. Si vorrebbe infatti arrivare a ripristinare l'antica strada lastricata, ricostruire le tre ruote esterne, restaurare gli ingranaggi interni delle macine e infine ricostruire il forno ad uso comune. Tali opere permetteranno la completa riattivazione dell'attività molitoria a scopo didattico e interattivo. Il mulino restaurato diventerà così il cuore pulsante di un più vasto progetto di valorizzazione territoriale: la creazione di una rete dei mulini storici tra le sponde parmense e reggiana del torrente Enza, innescando una strategia di marketing territoriale capace di rilanciare l'economia locale unendo memoria, cultura e innovazione.
Il Museo dei Mulini della Valle dell'Enza è attualmente gestito dalla cooperativa di comunità Fuso.com, realtà attiva nella promozione del territorio attraverso progetti di turismo didattico e sportivo, agricoltura e inclusione sociale. Le visite e gli eventi sono prenotabili tramite il sito https://www.montefuso.it/
Riferimenti bibliografici:
F. Foresti, W. Baricchi, M. Tozzi Fontana (a cura di), I mulini ad acqua della valle dell'Enza, Grafis Edizioni, 1984.
De Lucis F., Morselli A., Rubin L., Acqua Masnada - Mulini e Mugnai dell’Appennino reggiano e parmense, Reggio Emilia, Consorzio fra Produttori e Coop. agricole, 1990.
Censimento Beni storici e naturali appennino parmense - CAI sezione di Parma: https://scn.caiparma.it/schede/mulino-le-latte-neviano-arduini-loc-scurano/
FOTOGRAFIE
STATO
Museo
INDIRIZZO
Strada Enza 24, 43024, Scurano, PR - Emilia-Romagna
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