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  • Mulino_Culcasi_TP Foto di Cusenza G.
    Mulino_Culcasi_TP Foto di Cusenza G.
  • MulinoGermolli LU, foto di E_Albiani_
    MulinoGermolli LU, foto di E_Albiani_
  • Mulino Germolli, Foto di E. Albiani
    Mulino Germolli, Foto di E. Albiani
  • Mulino Cima Sappada  Foto  di S. Zanetti
    Mulino Cima Sappada Foto di S. Zanetti
  • Vecchio Mulino PV1, Foto di Roncato L.
    Vecchio Mulino PV1, Foto di Roncato L.
  • Barcarolo_Enrico_Mulinetto_della_Croda_TV
    Mulinetto_della_Croda_TV Foto di Barcarolo_E.
  • Mulino natante di Revere
    Mulino natante di Revere
  • Mulino Scarbolo
    Mulino Scarbolo

I CERALI

L'introduzione dei cereali nell'alimentazione umana portò a una trasformazione epocale della vita e del vivere civile, perché da una sussistenza che prima era fondata soprattutto sulla caccia, sulla pesca e sull'allevamento del bestiame, segnata da continue migrazioni, si passò con essa ad una vita stanziale e sedentaria legata all'agricoltura, con conseguente creazione di insediamenti urbani, rivoluzionando così per sempre i modi con cui l'uomo si poneva sulla terra.

Lungo fu tuttavia nel corso dei millenni il processo di manipolazione dei singoli cereali, in un continuo affinarsi delle tecniche di frantumazione, che portarono prima ad una farina rozza e ricca di impurità fino all'odierno prodotto ormai ridotto quasi ad una polvere impalpabile, passando dal rudimentale mortaio preistorico azionato dalla mano dell'uomo fino ai complessi mulini mossi dall'energia idraulica o eolica degli ultimi secoli, per finire con le moderne industrie molitorie regolate da sofisticati congegni elettronici.

Numerosi sono i frutti in grani della "pianta cereale", cioè di qualsiasi pianta erbacea delle Graminacee con frutti destinati a diventare farina. Il nome "cereale" discende da Cerere, antichissima dea romana della vegetazione, assimilata fin dal V secolo a. C. alla greca Demetra, ambedue legate al culto della terra e quindi dei suoi prodotti capaci di alimentare l'umanità: uno dei loro simboli più significativi era appunto un mazzo di spighe di grano, dichiarando così immediatamente la loro natura agraria.

Senza dubbio i "cereali" nel mondo occidentale e medio-orientale hanno avuto un'importanza essenziale nell'alimentazione, anche se le scelte di qualità e le modalità di impiego sono state talora assai differenziate nel tempo e nello spazio. Tra i cereali "maggiori", ad esempio, il frumento nelle sue varietà ha avuto la preminenza assoluta fino all'arrivo in Europa del mais o granoturco giunto dall'America dopo la sua scoperta, finendo nel tempo e in certe regioni d'Italia, soprattutto settentrionale, per dimezzare quasi la produzione del frumento.

Differente invece fu la fortuna dei cereali detti "minori", alcuni dei quali (come l'orzo, il farro, la segala, la spelta e il miglio) ebbero una certa fortuna come alimentazione soprattutto in aree aride o povere, oppure in situazioni storiche di carestia o di distruzione delle messi per cause naturali o belliche (in tal caso pure l'avena, destinata soprattutto ai cavalli, poteva divenire nutrimento anche per gli uomini). Anche altri alimenti entrarono via via nel tempo nella dieta umana. Fra questi, oltre al fagopiro o grano saraceno, coltivato in Europa a partire dal XV secolo, ricordiamo soprattutto il riso, alimento primario in Asia sud-orientale, giunto in Italia nel XV secolo, trovando poi diffusione soprattutto in Italia settentrionale e in Toscana.

Ma il mulino è stato interessato alla macinazione non soltanto dei grani appena considerati, ma, opportunamente modificato, è intervenuto a macinare prodotti oleosi, come le olive, le noci, le nocciole, le mandorle, e ancora le castagne, il lino, il girasole e altro ancora. Se poi aggiungiamo il sesamo, le lenticchie, i piselli, i ceci, i fagioli, le rape, le fave, i lupini e il companatico, vediamo che gran parte dell'alimentazione umana ha avuto nel mulino un importante protagonista. Non solo, ma le sue possibilità "frantumatrici" hanno pure avuto impieghi anche nella frantumazione e polverizzazione di numerosi materiali e inerti, utilizzati in varie attività umane.

 

                                              spiga orzo                          


Verbale Assemblea 8 maggio 2022

Assemblea soci 2022

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verbale

d'Assemblea.

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Poesie al mulino delle Fate

Domenica 26 giugno

alle ore 18 al

Mulino delle Fate

di Lamezia Terme

Festival di poesie

Puesii allu fhriscu i nà Saitta"

All’ombra dell’Antico Mulino delle Fate di Lamezia Terme, in via Serra 12, Domenica 26 giugno a partire dalle ore 18.00 si terrà l’incontro (il cui invito con ingresso gratuito è esteso a tutti senza obbligo di prenotazione) "Puesii allu fhriscu i nà Saitta", nel quale verranno celebrate alcune fra le più importanti voci della poesia calabrese, nell’ambito degli eventi del Festival delle Erranze e della Filoxenia.

In una valle ricca di storia e mistero ai piedi del monte Reventino, si leggeranno le poesie di Felice Mastroianni, il poeta delle belle fate del monte Reventino, le ninfe che rendono magici i luoghi; della struggente nostalgia del suo mondo delle origini, ormai lontano; della ricerca urgente delle sue radici, mediante un'altra lingua, il neogreco che riecheggia i toni degli antichi miti mediterranei. E ancora le poesie di Michele Pane, poeta ribelle del Reventino, nutrito di cultura e ideali patriottici, la cui vita si snoda fra l’Italia e gli USA e la cui produzione poetica è centrata sulla nostalgia verso la terra natale, la critica verso gli equilibri sociali e l’amore profondo verso le persone della sua vita. Si continuerà con la lettura dei versi di Salvatore Borelli, istrionico poeta-musicista sambiasino, con la sua poesia dialettale ha narrato con incisività ed estremo realismo storie di vita quotidiana della comunità locale, tutta l'umiltà e la genuinità della sua terra, celebrando in versi l'importanza delle radici.

Leggeremo poi le poesie di Franco Costabile, il poeta sambiasino dal "cuore troppo cantastorie" che ha saputo raccontare con viscerale sincerità le verità della sua Calabria, col suo fascino e le sue contraddizioni, eternando tramite i suoi versi intrisi di aspra e disperata nostalgia quella che è la storia di una terra bella e desolata, "tragica per sempre". Sara poi la volta dei versi di Dario Galli, poeta e scrittore, uomo colto dal grande ingegno e forte sensibilità artistica e letteraria, coniugata con il grande amore per la famiglia (marito esemplare e padre affettuoso), fiero rappresentante della sua Nicastro, che ha difeso le sue idee con caparbietà ed orgoglio dimostrando carattere forte e deciso, portando la sua terra in più parti del mondo attraverso le sue opere, attraverso i tanti premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali. E poi di Franco Berardelli, che, dotato di una immensa intelligenza e creatività, ha saputo offrire, sia pure in tenera età, un validissimo modello di compostezza, coraggio e speranza a tutti quei giovani che nelle epidemie e pandemie, di attuale memoria, temono di essere traditi anche dalla morte che osò chiamare leopardianamente “L’altra cosa bella”, e che rimane l’esempio più cosciente e lucido di una vittima della peste del secolo scorso, la tubercolosi polmonare. E per finire il poeta-ingegnere Vittorio Butera, che ha espresso nella poesia la sua genialità, il sentimento umano profondo e l’impegno sociale, ha utilizzato il dialetto nella lirica e nelle tipicità antropologiche locali delle favole esopiche; ha composto in italiano la satira politica, le epistole in versi, la cronologia dei papi in sestine, i componimenti conviviali, l’enigmistica.

Il monte Reventino come tutti sanno gode di due sorprendenti privilegi: è abitato dalle fate ed è allietato dalla voce dei poeti. Ed è proprio in questo luogo del cuore nel cuore della Calabria, che tutti insieme spontaneamente e con sincera generosità, abbiamo deciso di “Macinare Cultura”, in un momento di condivisione immersi a stretto contatto con la natura, siamo pronti a ricevere emozioni nella ricerca della nostra storia, riprenderemo il dialogo tra noi e il nostro passato, in nostri luoghi del cuore, alla ricerca di emozioni vere e sincere, leggeremo le opere dei nostri Poeti del Reventino, sicuri che oltre alle fate nascoste nel bosco, sentiremo accanto a noi la presenza di questi nostri padri illustri.

Si ringraziano tutte le associazioni nazionali ed internazionali  quali AIAMS - Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici, Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte, Espronceda  - Istituto di Arte e Cultura Barcellona, Hearts for the Earth, Kids-Guernica – progetto internazionale per la pace, le Proloco di Martirano Lombardo, di Decollatura e di Platania, le reti associazioni quali il Festival delle Erranze e della Filoxenia e tutte le associazioni locali quali: Amici dell’Antico Mulino delle Fate, Associazione Culturale Felice Mastroianni, Associazione Letteraria Storica Michele Pane Adami, Cammino di Giochino da Fiore, CantinArtaud, Centro Studi Vittorio Butera, Conflenti Trekking, Confluentes, Discovering Reventino, Dorian, Felici & Conflenti, GLICINE, I Briganti del Mancuso, OPEN SPACE, Passaggiari Avanti, la giornalista Maria Chiara Caruso e l’attore Giancarlo Davoli, e la disponibilità dell’emittente televisiva GLOBO TV, tutti insieme hanno donato il loro nobile e disinteressato contributo per l’organizzazione dell’evento, che rappresenta il primo Festival di Poesie all’Antico Mulino delle Fate, luogo del Cuore nel Cuore della Calabria.

Viniti, trasiti. Vi staviamu aspittandu cu lu judizzu di nu patri e lu cori i na mamma! Nua simu cà vicinu stu jummariallu e v’ aspittamu!

Poesie al mulino delle Fate

Domenica 26 giugno

alle ore 18 al

Mulino delle Fate

di Lamezia Terme

Festival di poesie

Puesii allu fhriscu i nà Saitta"

All’ombra dell’Antico Mulino delle Fate di Lamezia Terme, in via Serra 12, Domenica 26 giugno a partire dalle ore 18.00 si terrà l’incontro (il cui invito con ingresso gratuito è esteso a tutti senza obbligo di prenotazione) "Puesii allu fhriscu i nà Saitta", nel quale verranno celebrate alcune fra le più importanti voci della poesia calabrese, nell’ambito degli eventi del Festival delle Erranze e della Filoxenia.

In una valle ricca di storia e mistero ai piedi del monte Reventino, si leggeranno le poesie di Felice Mastroianni, il poeta delle belle fate del monte Reventino, le ninfe che rendono magici i luoghi; della struggente nostalgia del suo mondo delle origini, ormai lontano; della ricerca urgente delle sue radici, mediante un'altra lingua, il neogreco che riecheggia i toni degli antichi miti mediterranei. E ancora le poesie di Michele Pane, poeta ribelle del Reventino, nutrito di cultura e ideali patriottici, la cui vita si snoda fra l’Italia e gli USA e la cui produzione poetica è centrata sulla nostalgia verso la terra natale, la critica verso gli equilibri sociali e l’amore profondo verso le persone della sua vita. Si continuerà con la lettura dei versi di Salvatore Borelli, istrionico poeta-musicista sambiasino, con la sua poesia dialettale ha narrato con incisività ed estremo realismo storie di vita quotidiana della comunità locale, tutta l'umiltà e la genuinità della sua terra, celebrando in versi l'importanza delle radici.

Leggeremo poi le poesie di Franco Costabile, il poeta sambiasino dal "cuore troppo cantastorie" che ha saputo raccontare con viscerale sincerità le verità della sua Calabria, col suo fascino e le sue contraddizioni, eternando tramite i suoi versi intrisi di aspra e disperata nostalgia quella che è la storia di una terra bella e desolata, "tragica per sempre". Sara poi la volta dei versi di Dario Galli, poeta e scrittore, uomo colto dal grande ingegno e forte sensibilità artistica e letteraria, coniugata con il grande amore per la famiglia (marito esemplare e padre affettuoso), fiero rappresentante della sua Nicastro, che ha difeso le sue idee con caparbietà ed orgoglio dimostrando carattere forte e deciso, portando la sua terra in più parti del mondo attraverso le sue opere, attraverso i tanti premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali. E poi di Franco Berardelli, che, dotato di una immensa intelligenza e creatività, ha saputo offrire, sia pure in tenera età, un validissimo modello di compostezza, coraggio e speranza a tutti quei giovani che nelle epidemie e pandemie, di attuale memoria, temono di essere traditi anche dalla morte che osò chiamare leopardianamente “L’altra cosa bella”, e che rimane l’esempio più cosciente e lucido di una vittima della peste del secolo scorso, la tubercolosi polmonare. E per finire il poeta-ingegnere Vittorio Butera, che ha espresso nella poesia la sua genialità, il sentimento umano profondo e l’impegno sociale, ha utilizzato il dialetto nella lirica e nelle tipicità antropologiche locali delle favole esopiche; ha composto in italiano la satira politica, le epistole in versi, la cronologia dei papi in sestine, i componimenti conviviali, l’enigmistica.

Il monte Reventino come tutti sanno gode di due sorprendenti privilegi: è abitato dalle fate ed è allietato dalla voce dei poeti. Ed è proprio in questo luogo del cuore nel cuore della Calabria, che tutti insieme spontaneamente e con sincera generosità, abbiamo deciso di “Macinare Cultura”, in un momento di condivisione immersi a stretto contatto con la natura, siamo pronti a ricevere emozioni nella ricerca della nostra storia, riprenderemo il dialogo tra noi e il nostro passato, in nostri luoghi del cuore, alla ricerca di emozioni vere e sincere, leggeremo le opere dei nostri Poeti del Reventino, sicuri che oltre alle fate nascoste nel bosco, sentiremo accanto a noi la presenza di questi nostri padri illustri.

Si ringraziano tutte le associazioni nazionali ed internazionali  quali AIAMS - Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici, Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte, Espronceda  - Istituto di Arte e Cultura Barcellona, Hearts for the Earth, Kids-Guernica – progetto internazionale per la pace, le Proloco di Martirano Lombardo, di Decollatura e di Platania, le reti associazioni quali il Festival delle Erranze e della Filoxenia e tutte le associazioni locali quali: Amici dell’Antico Mulino delle Fate, Associazione Culturale Felice Mastroianni, Associazione Letteraria Storica Michele Pane Adami, Cammino di Giochino da Fiore, CantinArtaud, Centro Studi Vittorio Butera, Conflenti Trekking, Confluentes, Discovering Reventino, Dorian, Felici & Conflenti, GLICINE, I Briganti del Mancuso, OPEN SPACE, Passaggiari Avanti, la giornalista Maria Chiara Caruso e l’attore Giancarlo Davoli, e la disponibilità dell’emittente televisiva GLOBO TV, tutti insieme hanno donato il loro nobile e disinteressato contributo per l’organizzazione dell’evento, che rappresenta il primo Festival di Poesie all’Antico Mulino delle Fate, luogo del Cuore nel Cuore della Calabria.

Viniti, trasiti. Vi staviamu aspittandu cu lu judizzu di nu patri e lu cori i na mamma! Nua simu cà vicinu stu jummariallu e v’ aspittamu!




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